Da " TUTTOSPORT"

ROMA - La stella brilla come non mai. E’ da più di venti anni – dai tempi dell’ultima promozione nell’allora C1, nel 1989, a cui seguirono tre campionati nella terza categoria nazionale – che il Casale non è ai livelli così alti. Se i tifosi adesso possono sognare con le prodezze di Riccardo Taddei e compagni, il merito è soprattutto della svolta societaria avvenuta due anni e mezzo fa, nel luglio 2009, con l’arrivo del Gruppo Foppiani – azienda leader nel settore della logistica per l’impiantistica industriale e nei trasporti nazionali e internazionali – che ha rilevato tutte le quote del glorioso sodalizio nerostellato, diventandone proprietario e principale sponsor.

PRESIDENTE ZANON - Il presidente del club è Sergio Zanon, direttore generale del Gruppo Foppiani, ma il principale artefice dell’ambizioso progetto che sta portando il Casale nei piani nobili del calcio italiano è l’amministratore delegato e direttore generale Fabrizio Catenacci. “Quando rilevammo questo club – racconta Catenacci – era l’anno del Centenario e l’ambizione era riportarlo al più presto in categorie consone al suo blasone. L’obiettivo prevedeva il ritorno fra i professionisti nel giro di tre anni: ebbene è stato realizzato al primo tentativo. Non sono stati illusi i tifosi con vane promesse, ma è stato portato avanti un progetto serio, per la cui realizzazione sono necessarie doti di competenza, serietà e cultura del lavoro, presenti in tutti i collaboratori della società. In particolare vorrei citare il direttore sportivo Pasquale Gigliotti che, grazie alla sua riconosciuta professionalità, è riuscito ad allestire una squadra da vertice della classifica senza perdere di vista il bilancio societario e naturalmente, il tecnico Francesco Buglio che l’anno scorso ha  conquistato una salvezza miracolosa ed ora ci sta guidando in questa entusiasmante cavalcata”. Con un cruccio: “L’unico neo – puntualizza Catenacci – è lo scarso aiuto ricevuto dagli imprenditori locali per un progetto che valorizza la piazza e il territorio. E anche il pubblico dovrebbe essere più presente al “Natal Palli”. Questa squadra lo merita”.
CLUB CENTENARIO - Il Casale è un club centenario, uno dei vertici di quel Quadrilatero Piemontese (con Alessandria, Novara e Pro Vercelli) che fu la “culla” del calcio italiano. Fu fondato il 18 dicembre 1909 da Raffaele Jaffe, preside dell’Istituto Leardi, che ne fu il primo presidente e morì ad Auschwitz, dove fu deportato nonostante si fosse da tempo convertito al cattolicesimo. Sull’origine della maglia circolano varie leggende, la più radicata  delle quali vuole che il nero fosse stato scelto in opposizione ai rivali delle bianche casacche di Vercelli (“per giocare contro i quali – si favoleggiava – occorre essere protetti da una grossa stella”). La realtà invece è più prosaica in quanto la divisa nerostellata fu ereditata da una società preesistente, la Robur. Le vittorie non tardarono ad arrivare. Il Casale è stata in assoluto la prima squadra italiana a batterne una inglese. Avvenne il 14 marzo 1913, contro il Reading che in tournèe italiana aveva superato Genoa, Milan, Pro Vercelli e la Nazionale Italiana e fu invece sconfitto 2-1 dai nerostellati.

STORIA - Fu il prologo dello straordinario successo dell’anno successivo, la conquista dello scudetto nel campionato 1913/14, battendo la Lazio, nella doppia finale (questi i risultati: Casale-Lazio 7-1, Lazio-Casale 0-2). Una squadra fortissima, la cui anima era Luigi Barbesino, travolta dalla Grande Guerra senza la quale avrebbe mopolizzato i campionati successivi. Altri campioni che hanno indossato questa maglia furono Umberto Caligaris 8195 presenze e 20 reti, dal 1919 al 1928) ed Eraldo Monzeglio (30 presenze e una rete, dal 1924 al 1926). Con l’istituzione del girone unico il Casale giocò quattro campionati in serie A, dal 1930 al 1934, dopodiché cominciò un lungo periodo di declino nelle categorie inferiori.
La riscossa arrivò nel 1973 con la fusione con la Junior, la seconda squadra cittadina guidata dall’imprenditore Giancarlo Cerutti. Con il nome di JuniorCasale i monferrini vinsero subito la D e approdarono in C dove, nel 1978, conquistarono il secondo posto alle spalle della corazzata Udinese. Finita l’era Cerutti il Casale recuperò il suo nome e, negli Anni ’80, visse prevalentemente in C2, da cui uscì trionfalmente nel 1989. Disputò così gli ultimi tre campionati della storia in C1, da cui retrocesse nel 1992 dopo lo spareggio con la Pro Sesto. Poi ci fu il fallimento (nel 1993), la ripartenza dall’Eccellenza e gli anni bui della serie D, interrotte da due sole gioie: la Coppa Italia nel 1999 e una clamorosa promozione nel 2004, purtroppo vanificata da due deludenti campionati di C2 e da una mesta retrocessione. La rinascita nel 2009, con l’arrivo del Gruppo Foppiani che ha saputo proporre un progetto che fa sognare i tifosi nerostellati.
Ufficio stampa Lega Pro

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